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Esce il nuovo "Diritto penale dell'ambiente"

  • segreteria5426
  • 28 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

Sarà disponibile in libreria dal 7 settembre 2026 il nuovo libro edito Zanichelli dedicato al "Diritto penale dell'ambiente" aggiornato alle recentissime riforme, su tute il D.lgs. 21 aprile 2026 n. 81 e il D.l. 8 agosto 2025 n. 116.



La tutela penale dell’ambiente è oggi al centro di una profonda trasformazione normativa. Con l’approvazione del decreto legislativo di attuazione della Direttiva (UE) 2024/1203, il sistema italiano compie un decisivo salto di qualità: si rafforza il ruolo del diritto penale nella prevenzione e repressione dei crimini ambientali, si ampliano le fattispecie incriminatrici, si irrigidiscono le sanzioni e si estende in modo significativo la responsabilità degli enti attraverso l’ampliamento del catalogo dei reati presupposto (art. 25-undecies D.lgs. 8 giugno 2001, n. 231).

A questa evoluzione si affianca l’intervento urgente del legislatore nazionale con il noto decreto “Terra dei fuochi” (D.l. 8 agosto 2025, n. 116 conv. in l. 3 ottobre 2025, n. 247), che ha profondamente inciso sulla disciplina dei reati nella gestione dei rifiuti, ridisegnando il sistema attraverso una chiara progressione di offensività: accanto al rinnovato art. 255 D.lgs. 152/2006 (“abbandono di rifiuti non pericolosi”), sono state introdotte le nuove fattispecie di cui agli artt. 255-bis (“abbandono di rifiuti non pericolosi in casi particolari”) e 255-ter (“abbandono di rifiuti pericolosi”), con un significativo innalzamento delle pene e una più netta distinzione tra illeciti di natura contravvenzionale e delitti.

Il nuovo D.lgs. 21 aprile 2026 n. 81 di attuazione della Direttiva (UE) 2024/1203 interviene, a sua volta, sul sistema dei delitti contro l’ambiente di cui al Titolo VI-bis del codice penale, rafforzando la repressione delle condotte tipiche descritte nel reato di inquinamento mediante la previsione di nuove circostanze aggravanti, chiarendo il significato della “abusività” della condotta, sempre più in linea con le indicazioni comunitarie, e introducendo nuove categorie di reato ambientale (“Commercio di prodotti inquinanti”, “Produzione e commercio di sostanze ozono lesive” e “Produzione e commercio di gas a effetto serra”) nonché un sistema sanzionatorio ancora più rigido che ambisce ad una maggiore efficacia e proporzionalità, in linea con gli artt. 3 e 5 della Direttiva europea.

In questo scenario, l’opera offre una ricostruzione organica e aggiornata dell’intero sistema di tutela ambientale, ponendosi come strumento essenziale per comprendere l’evoluzione del diritto penale dell’ambiente, oggi sempre più orientato verso modelli di effettività, proporzionalità e deterrenza, anche in chiave europea. Muovendo dalle radici sovranazionali della disciplina e dai principi cardine della politica ambientale europea – precauzione, prevenzione e “chi inquina paga” – il volume analizza il progressivo superamento delle tradizionali fattispecie contravvenzionali e il consolidarsi di un sistema fondato su delitti di danno e di pericolo concreto.

L’opera si articola in una Parte generale, dedicata ai principi e alle categorie del diritto penale ambientale e in una Parte speciale, che esamina in modo sistematico tutte le fattispecie incriminatrici: dai delitti contro l’ambiente del codice penale alle violazioni in materia di rifiuti, acque, aria, autorizzazioni ambientali e bonifiche, con particolare attenzione alle innovazioni introdotte dagli artt. 255, 255-bis e 255-ter del codice dell’ambiente e alle modifiche del sistema penale codicistico. Elemento distintivo del volume è l’approccio casistico: l’analisi è condotta attraverso lo studio dei principali processi penali industriali che hanno segnato la storia del diritto ambientale italiano – da Seveso a Porto Marghera, fino ai più recenti casi dell’ex ILVA – offrendo al lettore una chiave di lettura concreta e operativa delle norme.

Aggiornato alle più recenti riforme, il volume si propone come guida completa e autorevole per studiosi, Magistrati, Avvocati e operatori del settore, chiamati a confrontarsi con un diritto in continua evoluzione normativa, nel quale la protezione dell’ambiente diventa sempre più un banco di prova della tenuta complessiva del sistema penale italiano ed europeo.

 
 
 

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